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Bio

Già membro delle band Marlowe e Nazarin, nel 2012 Marco Giambrone dà vita al progetto solista Silent Carnival: un viaggio dove drones, songwriting, melodie fragili, rumore e silenzio si uniscono e si scontrano in un paesaggio sonoro oscuro e intimo. Dopo un minitour con Carla Bozulich e John Eichenseer, nel quale vengono proposte le nuove canzoni, nell'agosto del 2013 Silent Carnival registra l'omonimo album d'esordio, che viene pubblicato a Ottobre 2014 da Viceversa Records e Old Bicycle Records. Oltre ai collaboratori e membri della band e Alfonso De Marco (percussioni) e Caterina Fede (organo/synth), le registrazioni vedono la partecipazione di numerosi musicisti tra cui John Eichenseer, (Evangelista, John Zorn, Spool), il musicista jazz Gianni Gebbia (sax) e il violoncellista Andrea Serrapiglio (Evangelista). All'uscita del disco segue un'intensa attività live sia in Italia che in Europa, che vede la condivisione del palco ancora una volta con Carla Bozulich, ma anche con Amen Dunes, Alasdair Roberts, Opal Onyx e molti altri. Nell'Agosto del 2015 si ritorna in studio sotto la guida di Carlo Natoli per registrare una manciata di nuovi brani legati da un’atmosfera dark-folk minimale. Alle session partecipano ancora una volta numerosi artisti tra cui Carla Bozulich, John Eichenseer, Andrea Serrapiglio e Matteo Uggeri. Alcune di queste canzoni finiscono in uno split condiviso con la band italiana Sneers, pubblicato  su cassetta a Febbraio 2016 per Old Bicycle Records. Le altre nove confluiscono nel secondo album dal titolo “Drowning at low tide”, che verrà pubblicato ad ottobre 2016 per Viceversa Records. Nel corso del 2017 prendono forma nuove composizioni, con la consueta partecipazione di Caterina Fede e Alfonso De Marco. Le collaborazioni a distanza arrivano da Andrea e Luca Serrapiglio (violoncello e clarinetto basso), Stefano De Ponti (elettronica) e Luca Andriolo (banjo). Il nuovo disco si intitola “Somewhere” e sarà pubblicato agli inizi di ottobre 2018 da Backwards Records, con distribuzione Cargo/Goodfellas.

“Somewhere” è il terzo album di Silent Carnival, creatura sonora che Marco Giambrone ha cresciuto a partire dal 2012. E’ un lavoro che segna una piccola svolta nel modus operandi che fino ad ora aveva contraddistinto i precedenti episodi, poiché in questo disco ogni aspetto relativo a produzione, registrazione e missaggio è stato curato dallo stesso Giambrone, che ha poi affidato il mastering alle sapienti mani di Giovanni Versari. Registrato tra Gennaio e Febbraio 2018 nello studio/casa di Cammarata , “Somewhere” ha confermato le indispensabili presenze di Caterina Fede, Alfonso De Marco e Andrea Serrapiglio ma si è impreziosito di nuovi collaboratori come Stefano De Ponti, Luca Andriolo e Luca Serrapiglio. Questo disco racconta visioni, sogni, premonizioni e lo fa con atmosfere molto diverse tra loro, ampliando la tavolozza dei colori rispetto al passato. Meno drones e maggior presenza di strumenti acustici per vestire un songwriting libero da steccati e recinti di genere. Un suono in cammino, come la processione di “Calvary” che unisce le lamentazioni dei riti religiosi siciliani alle vibrazioni pagane di mondi sconosciuti. Le confessioni senza assoluzione di “Innocence”, il deserto dietro casa di “Somewhere” non fanno che confermare l'attitudine intimista ma al contempo spietata del disco, che non ha nessuna pretesa se non quella di accompagnare l'ascoltatore in un viaggio improvviso, inaspettato.
 
Dicono di Silent Carnival:
 
BLOW UP 
"È una sensazione sotterranea ma vibrante di rock come arte che si snoda dai primi Velvet Undergound sino all'ultimo Nick Cave, la sostanza di cui è fatto il sogno cantautorale di Marco Giambrone. Viene dalla Sicilia centrale, una terra di ritmi lenti e di silenzi spettrali che riecheggiano nella formula riuscitissima della sua musica al rallentatore, proposta sotto il moniker Silent Carnival. Un omonimo disco d'esordio nel 2014 che lascia a bocca aperta, ancor più che per l'attenzione ai dettagli e la cura della costruzione sonora, per un imprinting d'autore davvero raro nel timido panorama underground odierno"  
 
A proposito di  “Drowning at low tide”:
 
BLOW UP
"Un disco che lascia elettrizzati e frastornati.." (voto 8)
 
IL MUCCHIO
"Un album coraggioso e ricco di fascino, un'opera che va ascoltata con la dovuta attenzione e conferma la qualità del progetto".
 
ROCKIT
"La seconda creatura sulla lunga distanza di Silent Carnival altro non fa che sospingere verso più elevate vette di maturazione stilistica quanto di buono (di ottimo, anzi) era già stato seminato con l’omonimo esordio di due anni addietro."
 
SENTIREASCOLTARE
"Poetico ed etereo, questo è uno dei migliori lavori usciti in Italia quest’anno, indubbiamente."
 
RUMORE
“Il suo dark folk pieno di rabbia e disperazione, si ispira a grandi autori, ma è molto personale e costruito con grande consapevolezza e padronanza dei mezzi.”
 
IL MANIFESTO
"un disco da ascoltare in silenzio al calare della sera, quando perdersi sembra l'unica scelta possibile."
 
ROCKOL
"Un ottimo disco, cupo, complesso, ottimamente confezionato sia nella forma sia nel contenuto."
 
MUSICTRAKS
“Silent Carnival si conferma come uno dei progetti con maggiore tasso di originalità in circolazione al momento”
   
TRITACARNE
"L’elegante ricercatezza dei suoni sperimenta soluzioni sempre cangianti dando nuovi significati alle forme musicali contemporanee"
 

"Silent Carnival" sulla stampa estera:

A DECOUVRIR ABSOLUTEMENT (Francia)
"J’ai l’impression que depuis que le disque tourne, le temps s’est dilaté, qu’il est presque un concept totalement inédit même. Qu’il flotte ailleurs, que nous sommes dans un espace qui serait habité par des sons et des mélodies qui, comme des paysages sous l’effet de la chaleur, seraient déformées [...] Merci pour ce partage. Silent Carnival. Merci beaucoup [...] Prenons les paris d’un voyage interne magique et frissonnant" 

THE BLOG THAT CELEBRATES ITSELF (Brasile)
"Cruel, arrastado, lento, sombrio, com nítidas influências de Swans e Nick Cave, Silent Carnival o álbum impressiona tamanha a complexidade de timbres, além do grandioso tino para profetizar as fúnebres marchas que se transformam em peças angustiantes. Um dos grandes e geniais álbuns que escutei nos últimos tempos. Dolorosamente aterrorizante"
 

Video




Music


Etichetta

Backwards Records

 

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