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Bio

Saint Huck è il moniker di Livio Lombardo. 

Nato come chitarrista noise/alternative (ha suonato e suona con numerose band: Fräulein Alice, Mapuche, Before We Die, Diane and the Shell), con questo primo progetto solista vira verso la ricerca di un sound più intimo unito a liriche che raccontano un immaginario personale e onirico. 

Saint Huck pubblica il suo primo lavoro "Broken Branches" a novembre 2015 per l'etichetta Viceversa Records.

Nel 2016, durante le registrazioni della cover di "Janitor of Lunacy" di Nico (Velvet Underground), inizia una collaborazione con la polistrumentista Floriana Grasso (Pecora, Gentless3). Nel 2017 è in finale ad Arezzo Wave Sicilia. 

È attualmente al lavoro sul suo prossimo disco.

 

Dicono di lui:

L'esordio "Broken Branches" è un insieme di bozzetti d'orchestrazione febbricitante [...] La polpa di queste canzoni è sinceramente visionaria senza essere pretenziosa; non solo, mantiene pure una genuina spontaneità lo-fi e do-it-yourself(ONDAROCK)

“Quella di Saint Huck è ispirazione seducente tradotta in note...Un album attraente e ipnotico. Si tratta di un progetto ‘saputo’ e vissuto, che sicuramente avrà echi lontani e promettenti" (SOUND 36)

Broken Branches, un prodotto lo-fi che riesce ad arrivare, mai per vie scontate, all'attenzione dell'ascoltatore che si troverà ben presto rapito da un sound gelido e intorpidito" (ROCKIT)

Decisamente un disco out borders, uno di quei prodotti che non amano la massa ma si dirigono unicamente verso la passionalità nuda e cruda dell’ascoltatore emozionale, quel senso magistralmente asettico, fuori riga e anarchico, anima stessa di un artista – Saint Huck – che non ha ancora smarrito il sacro fuoco della libertà espressiva e che piano piano la svela, ma che la fa sentire come fosse l’accezione di una intimità da condividere con pochi. Praticamente un indie tutto, incasellabile, un quadro sonoro metafisico, anticipatorio di nuove formule, piacevolissimamente ‘strambo’ e che nell’ossimoro ghiaccio/tiepido trova la sua giusta nicchia...” (ROCKON)

Al centro di Broken Branches è senza discussione Saint Huck, che nel suo impasto di stile vocale e chitarristico crea un suono onirico e plumbeo, che per la raffinatezza della composizione sfugge a qualsiasi facile inquadramento [...] Profondamente intriso di blues e malinconia il suono di Broken Branches crea atmosfere scure e intriganti, lontane dalle mode, catturando le sensibilità più attente ed esigenti” (INDIANA MUSIC MAG)

Il primo lavoro solista di Livio Lombardo lascia capire, fin dal primo momento, che il progetto Saint Huck non è un passatempo o un qualcosa fatto con superficialità. I nove brani presentati, acquistando sempre più fiducia in sé stessi e determinazione, scorrono uno dopo l’altro senza mai stancare. Un lavoro folk/cantautorale/blues che si ricollega alla scena siciliana dei Marlowe, dei Gentless3 e dei Silent Carnival. Un esordio promettente" (IN YOUR EYES ZINE)

Un viluppo magmatico di ombre liquide, di minimalismi acustici, di atmosfere scure e oniriche, di suoni, sporchi e intimi. Un album ruvido e oscuro, intimo e quasi notturno...” (MESCALINA)

Tenui acquarelli armonici che delineano atmosfere rarefatte, in un clima al limitare del sogno. Questa è l’impressione di ritorno ascoltando i 9 episodi che compongono questo primo lavoro firmato Saint Huck; centellinati gli effetti elettronici, che invece lasciano spazio a molta acustica in cui la chitarra, ma anche mandolino e il banjo sono preponderanti, suoni apparentemente puliti si amalgamano ad altri contaminati, distorti e per questo, vivi...” (ARTISTS AND BANDS)

 

Video

Music

Etichetta

Viceversa Records

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prossimi live.